Umidità in bagno: come combatterla per evitare la formazione di muffe

 

Scrivere col dito su un vetro appannato dalla condensa. Chi non l'ha mai fatto da bambino? Uno slogan, un pasticcio, o semplicemente il proprio nome. Lo si faceva sui finestroni a scuola, oppure sull'auto di papà, o nel bagno di casa dopo la doccia. In quest'ultimo caso, i rimbrotti di mamma per le ditate sul vetro non ce li toglieva nessuno. All'epoca non ci facevamo caso, eppure quel naturale fenomeno fisico provocato dal vapore acqueo creato dall'umidità rappresenta uno dei più pericolosi nemici della nostra casa. 

Umidità in casa significa formazione di muffe sull'intonaco:  ecco il problema. E' un inconveniente diffuso, in special modo nella stanza che più patisce gli shock termici, ovvero il bagno. Ancora peggio, in un bagno senza finestra. Attenzione, perché le muffe non sono solo sgradevoli sul piano estetico: finiscono per rovinare del tutto l'intonaco, possono causare cattivi odori, provocare disturbi di salute ai soggetti allergici. Come prevenire? Come difendersi? Ecco alcuni utili accorgimenti.

 

Come prevenire il ristagno di umidità

Aerare il locale prima di soggiornarvi: prendiamo a prestito il celebre monito scandito dalle reclame degli insetticidi, adeguandolo al nostro contesto. Pare ovvio, ma lo specifichiamo: l'umidità in casa, e in special modo nel bagno, si previene con una corretta aerazione. Tradotto: apriamo la finestra e cambiamo l'aria, per una durata più o meno lunga in relazione alle condizioni atmosferiche esterne (l'obiettivo è limitare gli sbalzi termici).

Già, ma in un bagno cieco che si fa? Dopo la doccia, tenere aperte la porta del bagno e la finestra di una stanza contigua , in modo da favorire il ricircolo. Altro consiglio: non chiudere il box doccia, asciugarlo e se usate un telo doccia, lavarlo spesso. Più in generale, utilizzare l'acqua calda con criterio.

Questi comportamenti virtuosi aiutano, ma potrebbero non essere sufficienti. Per combattere la formazione di muffe, si consiglia l'utilizzo di specifiche idropitture per la parte di bagno che si lascia scoperta dal rivestimento a piastrelle. Si tratta di vernici speciali, idrorepellenti, studiate appositamente per proteggere l'intonaco dall'umidità. Per il grosso del lavoro, possiamo affidarci anche ad un aspiratore per bagno oppure a un deumidificatore. Approfondiamo.

 

Aspiratore per il bagno: vasta gamma, efficacia garantita

Ce n'è per tutti i gusti: l'aspiratore per il bagno è il rimedio più efficace per combattere l'umidità in casa. Si tratta di un impianto di ventilazione meccanico che aspira l'aria umida dall'interno del bagno e immette aria asciutta dall'esterno. Basta un collegamento alla rete elettrica e un canale di sfogo. Quanto ai modelli, la gamma in commercio è vastissima: dagli aspiratori che si avviano assieme all'interruttore della luce, a quelli dotati di accensione indipendente, da quelli di forma elicoidale, ai radiali. Anche l'aspetto meramente estetico non è trascurato. Variabile il livello di rumorosità, da tenere presente in relazione alle dimensioni del vostro bagno: i più silenziosi si mantengono tra i 26 e i 34 decibel. Quanto al consumo, dipende dalla potenza e dalla presenza di una o due velocità: si varia da 4 a 8 fino a 15 watt. Infine il prezzo: mediamente si spendono dai 20 ai 100 euro.

 

Deumificatore: elettrico o a sali?

Laddove il termosifone non basta, si può ricorrere al deumidificatore:un vero e proprio elettrodomestico in grado di ripristinare il corretto grado di umidità nell'ambiente. E' molto efficace, ma anche relativamente ingombrante e rumoroso. Occhio agli spazi e all'impatto estetico. Per un bagno più piccolo si può optare per un rimedio naturale con un deumidificatore a sali, facilmente reperibile nei supermercati.